Mappa del corpo

Il passo si esegue a terra (si raccomanda l’uso di un materassino morbido, anche di spessore ridotto).

Tutta la sequenza va effettuata lentamente e con intensità. Il respiro va tenuto il più normale e rilassato possibile.

E’ utile ma non indispensabile avere un peso come quello (che vendevano ai seminari) per il silenzio interno. Se lo si vuole fare basta un sacchetto di stoffa spessa o di pelle, con dentro circa 500 grammi di semi, riso, o simili.

– Si inizia dal piede sinistro.

  1- Seduti a terra, si prendono con le mani l’alluce ed il quinto dito del piede e si allontanano piegandoli, senza sforzare, verso l’esterno il più possibile, con delicatezza. Si tracciano delle linee che idealmente prolungano l’alluce ed il quinto dito verso il centro della pianta del piede, e si inizia a massaggiare il punto in cui le due linee si incontrano; si fa pressione e si massaggia con l’indice ed il medio di una mano, alternando con il pollice. Quando la mano è stanca si continua con l’altra, poi si alterna ogni volta che una mano è stanca. 

  2- Quando entrambe le mani sono stanche si massaggiano le membrane tra le dita di una mano con pollice ed indice dell’altra, partendo tra indice e pollice e finendo tra mignolo ed anulare; ripetere un po’ di volte.

 3- Ripetere dall’inizio (1 e 2), si può ripetere quante volte si vuole, sempre con delicatezza.

  4- A questo punto si preme, con le dita della mano opposta, escludendo il pollice, alla base delle dita del piede, tra un dito del piede e l’altro, dove le dita si congiungono al cuscinetto plantare. L’indice della mano è posizionato tra l’alluce ed il secondo dito del piede, e così via; ad ogni spazio tra un dito del piede e l’altro corrisponde un dito della mano. Il pollice rimane esterno. Si alternano pressione e rilassamento.

  5- Si allargano le membrane divaricando le dita del piede a due a due con la mano, sempre con delicatezza, partendo dal l’alluce e 2° dito e finendo con il 4° e 5° dito; in questo modo si fa “prendere aria” alle aree tra le dita del piede.

6- Si muovono con la mano due dita del piede adiacenti, sempre con delicatezza—iniziando con l’alluce ed il secondo dito— spostandole uno avanti e l’altro indietro (ovvero uno in su e l’altro in giù, rispetto all pianta del piede) ; si ripete con le altre coppie, secondo e terzo dito, terzo e quarto, quarto e quinto.

  7- Si pizzicano dolcemente le membrane tra le dita del piede, con pollice ed indice della mano opposta, sempre nello stesso ordine.

  8- Pollice ed indice della mano che si preferisce, uno sopra e l’altro sotto il piede, cercano il punto del piede più in alto possibile verso la caviglia, nel quale si riesce a sentire il canale tra un dito e l’altro, e poi scorrono verso le dita facendo pressione per pulire le membrane tra le dita del piede, fino ad uscire tra un dito e l’altro del piede, 

ma senza farle schioccare, sempre nello stesso ordine, e si continua il movimento come ad allungare le fibre che escono tra le dita del piede, per una trentina di centimetri; si insiste a lungo tra quarto e quinto dito.

  9- Si intersecano da sotto le dita del piede con le dita della mano opposta; il pollice resta esterno (cioè si mette l’indice tra l’alluce ed il secondo dito etc).

  10- Ci si rilassa e si fanno respiri profondi; si intenta di respirare dalla schiena.

A questo punto si ripete tutto (da 1 a 10) con il piede destro.

 – Si ritorna alla gamba sinistra,

 11- Appoggiandosi agli avambracci appoggiati a terra ai lati del corpo, si comincia a fare un movimento come di “pompare”; si alza la gamba e si spinge col piede in avanti e poi si torna indietro, un po’ di volte.

  12- Si estende la gamba tenendola sollevata, si viene avanti raddrizzando la schiena (cioè si ritorna in posizione quasi seduta) e si picchietta, con la punta delle dita della mano dallo stesso lato della gamba, l’esterno della gamba, partendo dalla caviglia e salendo verso il bacino, un po’ di volte, sempre ripartendo dalla caviglia.

  13- Tenendo la mano dallo stesso lato della gamba (sempre sollevata) a circa dieci centimetri dal lato esterno della gamba stessa si cerca di percepire l’energia scorrendo con la mano dalla caviglia al ginocchio.

  14- Si accavalla la gamba opposta sulla caviglia del lato su cui si sta agendo e, cercando di tenere entrambe le natiche a terra, si appoggia la pianta del piede della gamba opposta a terra. Si va avanti e indietro con il piede (sempre della gamba opposta)  tra la caviglia ed il ginocchio della gamba su cui si sta agendo, strofinandolo contro la gamba stessa e contemporaneamente a terra.

  15- Si appoggiano entrambe le mani a palme in giù a terra a lato della gamba su cui si sta agendo, cercando di mantenere le natiche a terra—la schiena va tenuta il più eretta possibile—e si fanno respiri profondi con la schiena, estendendone le fibre.

  16- Sempre con la gamba opposta accavallata, si sposta tutto il peso sulla natica dal lato su cui si sta agendo; si mette la mano del lato su cui si sta agendo il più indietro possibile a terra a palmo in giù, in linea con la gamba, e si respira con la schiena di nuovo estendendone le fibre.

A questo punto si ripete tutto (da 11 a 16) con la gamba destra.

  17- Ci si sdraia sulla schiena (se si hanno problemi ad appoggiare il capo a terra si mette sotto qualcosa di morbido). Se lo si ha a disposizione si appoggia il peso a metà sterno. Se non si ha il peso si intenta di percepire l’area a metà sterno. Ci si concentra sulle piante dei piedi, percependone con calma le varie parti a partire dai cuscinetti delle dita fino al tallone. Con i piedi ad angolo retto rispetto alle gambe, e ben dritti verso l’alto, si intenta di inspirare energia dalla pianta dei piedi.

  18- Dopo un po’ ci si alza in piedi, girandosi verso sinistra, e si batte con le mani sui polpacci, un po’ di volte.

  19- Si mettono le mani sull’addome, a metà distanza tra i genitali e l’ombelico, la sinistra sul corpo e la desta sopra la sinistra, e si fa una respirazione completa, lenta e 

  20-  Ci si china in avanti e con una inalazione lenta si batte sul polpaccio sinistro,  poi sul destro; da entrambe i lati si afferra l’energia all’esterno delle gambe con le mani ad uncino, sollevandola fino all’altezza dei centri vitali. Si esala. Non si passa l’energia sui centri vitali

  21- Dopo aver chiuso gli occhi, si alza il braccio sinistro in orizzontale con la mano puntata in avanti, palmo in basso; ci si concentra sulla mano, in particolare sulle dita, e si cerca la sensazione di essere tirati in avanti. Poi si ripete col braccio destro.

  22- Si riaprono gli occhi e si chiude il passo con una inalazione portando le mani davanti al corpo, e poi esalando le si porta in basso, davanti al bacino, con i palmi in giù.